(ANSAmed) - TUNISI - Un 50enne svedese è stato
recentemente condannato in Tunisia a due anni di prigione per atti
omosessuali. Lo prevede l'art. 230 del codice penale tunisino
che recita testualmente: "l'atto omosessuale maschile
(liwat) e femminile (mousahaqa) è punito con la reclusione
fino a tre anni". La norma pero' presta il fianco a
molteplici critiche per la sua genericità. Infatti la
suddetta genericità, spiega ad ANSAmed l'avv. Giorgio
Bianco di Tunisi, così come ingloba nel suo alveo un ampio
ventaglio di atti e azioni sanzionabili, al contempo offre anche
maggiori possibilità di difesa tecnico-giuridica. Infatti
l'unico (o quasi) modo per sanzionare uno o più
soggetti, rei di aver commesso quanto previsto dal dettato
normativo sopra indicato, deve essere quello di coglierli in
flagranza di reato. Tale situazione è sicuramente poco
frequente, ma non così rara come si potrebbe pensare,
soprattutto in questo Paese divenuto ormai meta sempre più
frequente del